Scavo archeologico con i resti in pietra di un antico forno fusorio sotto una tettoia nel Parco archeominerario di San Silvestro
Forno fusorio antico, Parco archeominerario di San Silvestro — foto: LepoRello · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Le colline che circondano Campiglia Marittima sembrano oggi solo boschi e macchia mediterranea, ma sotto la superficie raccontano una storia lunghissima. Per circa tremila anni queste rocce sono state scavate per estrarre rame, piombo, argento e altri metalli, e le miniere hanno determinato dove nascevano i villaggi, quali famiglie diventavano potenti e come cambiava il paesaggio. Capire questa storia aiuta a leggere il territorio con occhi diversi.

Una terra ricca di metalli

Con il nome di Colline Metallifere si indica il sistema collinare della Toscana meridionale, tra le province di Livorno, Pisa e Grosseto, noto fin dall'antichità per i suoi giacimenti. Le colline del Campigliese ne rappresentano idealmente la propaggine verso il mare. Qui la natura delle rocce ha creato filoni ricchi di minerali di rame, piombo, zinco e argento, mentre dall'Isola d'Elba, poco al largo della costa, arrivava in grande quantità il minerale di ferro.

Gli Etruschi e la forza di Populonia

Furono gli Etruschi i primi a sfruttare questi giacimenti su larga scala. Nelle valli intorno a Campiglia gli archeologi hanno individuato tracce di estrazione e di lavorazione dei metalli di epoca etrusca, e nel Parco Archeominerario di San Silvestro si possono vedere i resti di antichi forni fusori. Sulla costa, Populonia divenne uno dei grandi centri siderurgici del Mediterraneo antico: qui si fondeva il ferro elbano, e le scorie accumulate nei secoli erano così abbondanti da ricoprire parte delle necropoli del golfo di Baratti.

La ricchezza metallurgica fece di Populonia, città etrusca affacciata direttamente sul mare, un nodo dei commerci mediterranei, e la sua importanza si riflette ancora oggi nelle tombe monumentali che si visitano nel Parco archeologico di Baratti e Populonia.

Il medioevo di Rocca San Silvestro

Nel medioevo le miniere tornarono protagoniste. Tra il X e l'XI secolo, per iniziativa della famiglia Della Gherardesca, sorse sulle colline di Campiglia un villaggio fortificato di minatori e fonditori: Rocca San Silvestro, nato con il nome di Rocca a Palmento. Gli abitanti estraevano e lavoravano rame, piombo e argento, metalli preziosi per l'economia del tempo.

In seguito il controllo passò alla famiglia Della Rocca, e nel XIV secolo il villaggio entrò in crisi fino a essere abbandonato. Proprio l'abbandono lo ha conservato: oggi le sue case in pietra, la chiesa, la rocca e gli impianti per la lavorazione dei minerali sono uno dei casi più studiati di archeologia medievale in Italia, e il villaggio si visita all'interno del Parco Archeominerario di San Silvestro.

Dall'Ottocento alla chiusura delle miniere

Dopo un lungo periodo di silenzio, tra Ottocento e Novecento la zona conobbe una nuova stagione industriale. Compagnie minerarie riaprirono le gallerie e scavarono nuovi pozzi, introducendo macchinari moderni e costruendo impianti di trattamento del minerale di cui restano ancora oggi le strutture. Negli anni Sessanta del Novecento fu completata la galleria Lanzi-Temperino, che collegava due valli minerarie. L'attività proseguì fino al 1976, anno in cui chiuse l'ultima miniera del distretto.

Per molte famiglie del Campigliese la miniera è stata per generazioni lavoro, fatica e identità: una memoria ancora viva nei racconti e nei luoghi.

Visitare oggi la storia mineraria

Il modo migliore per toccare con mano questa storia è il Parco Archeominerario di San Silvestro, che fa parte del sistema dei Parchi della Val di Cornia. Qualche tappa da non trascurare:

  • la miniera del Temperino, con il percorso nelle gallerie e il trenino che attraversa la galleria Lanzi-Temperino;
  • il Pozzo Earle, l'ultima torre di estrazione rimasta, che ospita il Museo delle macchine minerarie e il Museo del minatore;
  • il villaggio di Rocca San Silvestro, raggiungibile a piedi lungo la valle;
  • gli spazi espositivi dedicati all'archeologia e ai minerali, per scoprire cosa si estraeva e come.

Più verso l'interno, nelle Colline Metallifere grossetane, il parco minerario che comprende Massa Marittima e Gavorrano è riconosciuto come geoparco UNESCO e completa il racconto. Per aperture e visite guidate consultate i canali ufficiali degli enti gestori.

Una casa sulle colline delle miniere

Il Casale delle Lupe si trova nella campagna di Campiglia Marittima, circondato da un uliveto, a pochi minuti d'auto dal Parco Archeominerario di San Silvestro. Le Colline Metallifere sono raggiungibili in auto, e il golfo di Baratti, con il parco archeologico di Populonia, è a circa 15 minuti: tutte le tappe di questa storia si possono collegare in pochi giorni.

La Costa degli Etruschi da Casale delle Lupe

Villa indipendente di 160 mq tra gli ulivi di Campiglia Marittima: 4 camere matrimoniali, 2 bagni, fino a 8 ospiti, giardino privato con forno a legna e barbecue, a pochi minuti d'auto dal mare.