Sulle colline alle spalle di Campiglia Marittima, in mezzo alla macchia mediterranea, spunta uno sperone di roccia coronato da mura, torri e case diroccate. È Rocca San Silvestro, un villaggio medievale costruito da e per i minatori. Oggi è il cuore del Parco Archeominerario di San Silvestro, un'area di circa 450 ettari, tutelata dal 1995, dove si cammina tra miniere antiche, gallerie dell'Ottocento e i resti di un intero paese fortificato.
Un paese nato per il metallo
Il villaggio sorse tra il X e l'XI secolo per iniziativa dei conti della Gherardesca, che volevano controllare le ricche vene metallifere della zona. Il nome originario era Rocca a Palmento. Qui si estraeva e si lavorava il rame, ricavato dalla calcopirite, e soprattutto il piombo argentifero della galena: l'argento era prezioso perché serviva a battere moneta. Nel periodo di massima espansione, nella seconda metà del Duecento, dentro le mura vivevano circa duecento persone, tra minatori, fabbri, contadini e la famiglia signorile. Poi, nel tardo Medioevo, il villaggio venne progressivamente abbandonato e la vegetazione lo nascose per secoli.
Cosa si vede tra le mura
Dal 1984 l'Università di Siena ha condotto lunghe campagne di scavo, riportando alla luce buona parte dell'abitato. Il risultato è uno dei siti più leggibili per capire come si viveva in un villaggio minerario medievale. Salendo dalla porta fortificata si incontrano:
- le case dei minatori, piccole abitazioni in pietra addossate l'una all'altra;
- la chiesa dedicata a San Silvestro, l'edificio meglio conservato, con il cimitero davanti;
- un frantoio medievale e il forno comune per il pane;
- in cima, il cassero signorile con la torre, da cui si domina tutta la valle.
La cinta muraria, lunga circa 400 metri, racchiude poco più di un ettaro. Dall'alto il panorama abbraccia le colline, la piana della Val di Cornia e, nelle giornate limpide, il mare. In alcune pietre del villaggio sono stati trovati persino gli schemi incisi di antichi giochi da tavolo: piccoli segni di vita quotidiana che rendono la visita molto concreta, anche per i ragazzi.
La Miniera del Temperino
La storia mineraria della zona è molto più antica del villaggio: già gli Etruschi scavavano queste colline, e lo sfruttamento è proseguito fino al Novecento. Nell'area del Temperino si visita, con casco protettivo e accompagnati, un tratto di galleria di circa 360 metri della Miniera del Temperino. Lungo il percorso si vedono le vene di minerale, i segni dei lavori antichi e moderni e si capisce come si estraeva il metallo nelle diverse epoche. Dentro la temperatura è fresca tutto l'anno: in estate è un sollievo, ma una felpa leggera fa comodo.
In trenino nella Galleria Lanzi-Temperino
L'esperienza preferita da molti bambini è il viaggio sul trenino minerario che percorre la Galleria Lanzi-Temperino. La galleria fu aperta nella seconda metà dell'Ottocento come scavo di ricerca e poi utilizzata per portare il minerale dal pozzo di estrazione agli impianti di frantumazione e flottazione della Valle dei Lanzi. Oggi i visitatori seguono lo stesso tragitto che un tempo faceva il minerale, attraversando la collina sottoterra. All'uscita, nella Valle dei Lanzi, ci si trova ai piedi della Rocca: da qui un sentiero in salita porta a piedi fino al villaggio medievale.
Consigli per la visita
Le visite alla miniera e il trenino si svolgono su turni guidati e le aperture cambiano a seconda della stagione: prima di partire conviene controllare il sito ufficiale del parco, gestito da Parchi Val di Cornia, e, nei periodi di maggiore affluenza, prenotare. Sono consigliate scarpe con una buona suola, perché i sentieri sono sterrati e il tratto verso la Rocca è in salita e senza ombra. Portate acqua, cappello nelle giornate calde e mettete in conto almeno mezza giornata se volete vedere tutto con calma. Il parco è collegato anche ad altri percorsi archeominerari che si possono esplorare a piedi o in mountain bike.
Il Parco Archeominerario di San Silvestro è a pochi minuti d'auto da Casale delle Lupe. Si può partire al mattino presto, quando fa ancora fresco, e rientrare per pranzo in villa: dopo i sentieri polverosi, la doccia esterna in giardino e le sdraio sotto il patio sono la giusta ricompensa.
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